Fonte Margherita, sorgente d’occupazione

Le multinazionali hanno una crescente posizione dominante grazie a ingenti budget in marketing. La nostra non vuole essere una campagna di pubblicità, ma di educazione. L’Italia ha la fortuna di avere tra le migliori acque al mondo e aziende storiche arrivate fino ai nostri giorni che estraggono e distribuiscono in modo sostenibile. Fonte Margherita sarà l’unica acqua veneta e una fra le poche in Italia imbottigliata esclusivamente in vetro

Fonte Margherita nasce ai piedi delle Piccole Dolomiti, vicino al Monte Pasubio, a Torrebelvicino, in provincia di Vicenza. Il suo è il più antico impianto di imbottigliamento del Veneto, le proprietà delle sue acque sono infatti conosciute dal 1845. Dopo essere stata di proprietà di una grande famiglia immobiliare per 15 anni, nel febbraio del 2017 viene acquisita da Denis Moro, giovane imprenditore vicentino, che vede in Fonte Margherita un’azienda con radici profonde nella storia del suo territorio dove poter sperimentare innovazione e sostenibilità. La missione diventa subito quella di salvaguardare il patrimonio storico locale: le acque delle Piccole Dolomiti, tra le migliori d'Italia. «In azienda lavorano 15 persone - spiega Moro -. Le ultime tre nuove assunzioni sono state effettuate nei primi due mesi del 2018. Altre due sono previste in corso d’anno. Prediligiamo due categorie: profili del territorio e delle valli dai vicini comuni di Valli del Pasubio, Torrebelvicino e Recoaro oltre a giovani talenti e ambiziosi che sposano il progetto e la non semplice location in cambio di responsabilità e crescita professionale. Ma non abbiamo preclusioni da chi viene anche da lontano. Più del titolo di studio contano flessibilità e passione. Per esempio un giovane ingegnere gestionale appena assunto è disposto a due ore d’auto al giorno per lavorare da noi. C'è ancora spazio per tecnici dell'imbottigliamento. Oltre a autotrasportatori e distributori. Gli interessati possono inviare il cv a: info@fontemargherita.com». Denis Moro, classe 1985, nasce e vive in provincia, a Breganze (Vicenza), e dopo essersi laureato in Economia a Padova decide di spostarsi all’estero. Vive in sei diversi Paesi: Francia, Belgio, Lussemburgo, Stati Uniti, Brasile, Italia. Alle sue spalle c’è un esperienza decennale nel mondo della finanza, partendo dalla revisione dei conti, passando al corporate finance fino ad arrivare alla banca d'affari. A 28 anni ricopre una posizione manageriale in un'azienda multinazionale leader nel mondo della finanza. Fonda “Sky Island”, una banca d'affari che si occupa di operazioni di salvataggio di aziende in difficoltà. Successivamente decide di partire per un anno sabbatico in America del Sud. È in Brasile, dove trascorrerà un periodo di volontariato, che riscopre i valori di sostenibilità e rispetto dell’ambiente, attraverso l’esperienza delle piccole realtà locali che investono in qualità e onestà. Qui decide di intraprendere una nuova avventura, la sua missione è quella di dedicare del tempo a progetti di rilancio e valorizzazione, progetti, dice lui, «che abbiano un'anima». Nel 2017, quando Denis Moro ha rilevato Fonte Margherita, l'azienda veniva da oltre dieci anni di bilanci in rosso. È stato subito messo in atto un piano di risanamento dei debiti che ha permesso di portare l'impresa in attivo già tre mesi dopo l’acquisizione. Le direttrici di sviluppo si sono basate su sostenibilità, innovazione di prodotto e creazione di una nuova immagine del marchio che hanno portato in pochi mesi l’azienda all’equilibrio economico e finanziario. «Dall'acquisto ci sono state sei nuove assunzioni - continua il titolare -. La necessità di “svecchiare” l’ambiente e di lasciare spazio a nuove idee ha aperto le porte a giovani laureati. Infatti, cinque assunzioni su sei si sono rivolte a un personale con età inferiore ai 30 anni. Abbiamo invece mantenuto nel suo ruolo di biologa Alessia Cicchelero, che si occupa di gestire la risorsa più importante e di garantirne la qualità. Il 2018 è partito con una nuova spinta grazie a un ulteriore ampliamento dell’organico e alla creazione di un nuovo reparto, le Operations, con il contributo di due brillanti ingegneri: Nicola ed Edoardo Sartore». I fratelli Sartore sono i custodi del motore dell'azienda e stanno dando un importante contributo nel ridisegnare la produzione e i processi operativi. Nicola ha portato in Fonte Margherita le competenze industriali di Sariv, azienda metalmeccanica rilevata dieci anni fa dalla sua famiglia per sanare le sue difficoltà e portata a caso studio in termini di digitalizzazione e Industry 4.0. Da febbraio è stato assunto anche un nuovo profilo nel reparto produzione al quale si aggiungerà un altro inserimento nei prossimi mesi. Fonte Margherita ha un importante ruolo nel tessuto sociale della Valle del Pasubio e permette di lavorare a oltre 30 famiglie nell'indotto locale. L'azienda è formata da due storici stabilimenti: Fonte Margherita (1845) e Sorgente Alba (1971). Le sorgenti purissime a cui ogni stabilimento attinge sono tre: Camonda e Alba che imbottigliano le diverse acque Fonte Margherita, Alba e Azzurra, insieme alla sorgente Bolfe Giotti, non ancora commercializzata. Un totale di 13 milioni di bottiglie prodotte. L’imbottigliamento avviene direttamente alla fonte: entrambi gli stabilimenti sono in montagna, a un dislivello di circa 150 metri dalle sorgenti. «La differenza sostanziale rispetto alla concorrenza - sottolinea Moro - è proprio questa: la rinuncia alla creazione di aree industrializzate per l’estrazione, a discapito di tutti i vantaggi che comporta nella produzione, ma anche la rinuncia alla plastica. Fonte Margherita rimane l’unico stabilimento in Veneto, e tra i pochi in Italia, a produrre nel 2017 esclusivamente in vetro. L’obiettivo è quello di favorire una materia prima di qualità, nel rispetto dell’ambiente che la circonda, con un ritorno all’abitudine del vuoto a rendere. L’azienda diventa così testimone di un patrimonio da proteggere e da valorizzare. Senza doversi adeguare per forza alle logiche competitive delle multinazionali, Fonte Margherita si prende l’impegno di sensibilizzare ed educare i consumatori». L’azienda, che ha lo 0,087% del mercato, in un settore dove le prime otto imprese coprono il 75% dei volumi (Nestlé da sola fa il 20%), era a un passo dal fallimento. Grazie a Denis Moro e il suo staff, che hanno intrapreso direttrici di sviluppo basate su sostenibilità, innovazione di prodotto, una nuova immagine dei brand e alleanze strategiche mirate ad acquisire competenze specifiche, in pochi mesi l’azienda è tornata in equilibrio economico e finanziario - tanto che è diventata un caso aziendale presentato perfino al Cuoa, la Business School di Altavilla Vicentina - dopo oltre un decennio di bilanci in rosso. L’azienda è la dimostrazione di come un imprenditore illuminato, con un buon mix di innovazione e di risorse, possa ridisegnare il destino di un’impresa riportandola lungo un sentiero positivo.

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